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    Troppe ore davanti al computer possono essere dannose?

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    Con la pandemia sia gli studenti che molti lavoratori sono stati costretti allo studio o lavoro da casa. Ma fa male stare troppe ore davanti a un computer?

    Con l’arrivo della Pandemia, è inutile negarlo, sono ormai cambiate radicalmente le nostre abitudini. Sia fuori casa che all’interno delle nostre mura domestiche. Anche lavorativamente parlando sono ormai tantissime le grandi e medie aziende che hanno preferito lo “Smart Working“, ossia il lavoro da casa, dei propri dipendenti.  Per non parlare della “dad“, la Didattica A Distanza che ha costretto milioni di studenti a seguire le lezioni davanti ad un computer all’interno della loro stanza. Ma questo uso prolungato del pc può portare dei danni al nostro impianto visivo? Può esercitare un’influenza negativa anche dal punto di vista mnemonico e cerebrale? Andiamo a scoprirlo insieme

    Nella foto un alunno impiegato nella didattica a distanza
    Nella foto un alunno impiegato nella didattica a distanza

    Prevenzione dei problemi di chi sta molto al computer

    Degli studi medici hanno verificato che sono sufficienti tre ore davanti ad un monitor acceso per incrementare del 55% i  problemi posturali  che vanno a ripercuotersi sulle ossa e sull’intera muscolatura. La disposizione del peso incide molto sugli sforzi dei nostri muscoli per trovare il giusto equilibrio. Anche se non ce ne accorgiamo. E la cosa incide ovviamente anche sull’intera spina dorsale. Ma sono anche e soprattutto gli occhi ad essere colpiti dalla prolungata esposizione dei led dei nostri monitor accesi. Tutto ciò può portare alla famosa patologia “dell’occhio secco“. Per evitare che ciò accada basta sbattere le palpebre trenta volte di seguito ogni mezz’ora per poi distogliere lo sguardo dal monitor per cominciare a guardare un oggetto posto ad un’altra più lontana distanza.

    Nella foto un impiegato impegnato in "Smart Working"
    Nella foto un impiegato impegnato in “Smart Working”

    Stare davanti al PC causa danni psicologici?

    Assolutamente si. Non vi è dubbio che lavorare in tuta e con le ciabatte può rappresentare un piacere di indiscutibile libertà. Ma a lungo andare degli studi hanno dimostrato che si può rischiare un “abbrutimento” sociale che induce all’isolamento. Certo con i bar chiusi alle 18, i ristoranti aperti solo a pranzo e il coprifuoco dalle 22 è davvero molto difficile pensare ad una vita sociale degna di questo nome ma anche il solo uscire per andare a lavorare o a scuola contribuirebbe molto nel non isolarsi dal mondo in un periodo così difficile come quello che sta attraversando l’intero pianeta in questo momento. Il rischio è di passare dal computer al televisore con l’unica “attività fisica” rivolta al cambio di sedia. Di sicuro la tecnologia ci ha dato una grande mano ma è necessario conoscere i suoi limiti.

    Il computer ormai è sempre con noi
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