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    Vulcano. Che cosa è? Come si forma? Che rischi genera?

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    Il vulcano rappresenta un vero e proprio sfogo della crosta terrestre. Uno dei tantissimi esempi di come la natura si sia difesa dalla sua conformazione.

    E’ di questi giorni una nuova attività dell’Etna. Pur non essendo una nazione particolarmente grande la nostra Italia deve fare periodicamente i conti con i “mal di pancia” dei suoi tre vulcani in attività. Parliamo del Vesuvio, dell’Etna e Stromboli. Tre “bestioni” che ormai fanno parte della nostra realtà. Una realtà che ci ha costretto a conviverci. Malgrado l’Etna ed il vulcano presente nell’omonima isola, di tanto in tanto sembrano volerci ricordare quanto siano ancora vivi e vegeti ed in grado di poter dire ancora la loro in fatto di eruzioni e sbuffamenti vari. Ma di preciso che cosa è un vulcano? Come si genera? Quanto vive? E soprattutto quali  e quanti problemi può continuare ancora a dare a chi vi è costretto a viverci nei suoi pressi? Proveremo a spiegarvelo noi nelle prossime righe.

    Nella foto il cratere di un vulcano
    Nella foto il cratere di un vulcano

    Che cos’è un vulcano?

    Stiamo parlando di un fenomeno che appartiene agli arbori della nascita del nostro pianeta. Il vulcano infatti non è altro che la rottura di una parte della nostra crosta terrestre che genera la fuoriuscita del magma presente nelle profondità del pianeta sotto forma di lava. Il vulcano quindi si forma prendendo le sembianze tipiche di un cono con il depositarsi della lava lungo le sue pareti. Una struttura che la natura sembra aver creato per la fuoriuscita del magma presente negli “inferi” della terra dove le temperature proibitive e i gas prodotti hanno bisogno di una via di fuga per evitare l’implosione.

    Nella foto la lava di un vulcano in eruzione
    Nella foto la lava di un vulcano in eruzione

    Come è formato un vulcano?

    Un vulcano è composto da tre strutture che ne caratterizzano la forma e la grandezza. Parliamo del Cratere: da dove fuoriesce il Magma. Il serbatoio: ossia la profondità del vulcano all’interno della crosta terrestre, e del condotto: ossia il canale dove defluisce verso l’alto il magma. Appunto, il magma. Ma di cosa si tratta nello specifico? Non stiamo parlando d’altro che di roccia fusa. All’interno del nostro pianeta la temperatura, infatti, raggiunge e supera i 1000 gradi centigradi sciogliendo qualsiasi cosa vi sia al suo interno. Le presenze vulcaniche sono dunque indispensabili per il nostro pianeta. Potremmo molto volgarmente considerarle come delle valvole di sfogo rivolte ad evitare, come dicevamo in precedenza, l’implosione dell’intero pianeta stesso.

    Nella foto il cratere di un vulcano visto dall'alto
    Nella foto il cratere di un vulcano visto dall’alto

    Quanti tipi di vulcani esistono?

    Gli geologi hanno classificato diversi tipi di vulcani presenti sulla nostra crosta terrestre. Essi si differenziano per le seguenti caratteristiche. Ci sono i vulcani Spenti: dei quali non si hanno da moltissimi anni fenomeni di attività. Consegnandoci dunque un pericolo praticamente vicino allo zero. Ci sono i vulcani quiescenti: ossia solo momentaneamente sopiti. Parliamo per esempio del “napoletano” Vesuvio. Un vulcano vivo ma non attivo, per fortuna. E infine i vulcani attivi: come ad esempio l’Etna. Ossia vulcani in cui l’eruzione è periodica. In tutta la terra ce ne sono oltre 650. Con fenomeni più o meno disastrosi.

     

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