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    Iliad è davvero il gestore telefonico del futuro? Ci sono pareri discordanti

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    Il gestore telefonico Iliad ha “sconquassato” gli equilibri della telefonia. Sia tecnici che economici. Durerà a lungo? Sono tanti gli scettici

    chi è Iliad?

    Il 5 luglio del 2016 nasce ufficialmente Iliad. Una società francese che però ha le sue attività completamente controllate da vertici tutti italiani. A capo di questa grande azienda, che da tempo rappresentà una grande realtà in Francia, Xavier Niel. La sua caratteristica? Essere convinto che in Italia l’azienda non averbbe dovuto avere nessuna influenza dalla casa madre transalpina. Ecco quindi giustificata la figura di Benedetto Levi. Un giovane di 29 anni che con il ruolo di A.D. ha preso in pugno l’enorme progetto senza colpo ferire. A settembre del 2019 le nuove  antenne di Iliad sono circa 700. Sono poche? Sono tante? Dalla casa “madre” fanno sapere che “sono il numero giusto”. Anche e soprattutto perché qualora non si riuscisse ad ottenere una buona copertura del segnale il roaming automatico riuscirebbe in tempo reale a collegarsi con la fitta e vasta rete Wind-Tre che ne gestisce la copertura totale.

    Perchè non creare una propia rete?

    Ma allora perché appoggiarsi ad un gestore già presente nel mercato? Semplice. Per avere il tempo utile per potersi espandere e continuare a lavorare pur dovendo pagare un “AFFITTO“.

     

    Che non è ne più e ne meno di quello che fecero agli albori della telefonia

    I ripetitori Iliad in Italia
    I ripetitori Iliad in Italia

    mobile gestori di grande rilievo ed importanza come la Vodafone (allora Omnitel) che all’inizio della sua avventura si appoggio sulla copertura già esistente della Tim prima di espandersi a macchia d’olio su tutto il territorio nazionale.

    Perché è nato questo quarto gestore mobile?

    Intanto cominciamo a dire che dal punto legislativo in Italia non possono esserci più di quattro gestori per le utenze “Mobile”. Proprio in virtù di questa regola la fusione tra Wind e Tre ha creato un vuoto che ha dato la possibilità a Iliad di poter entrare di diritto sul mercato. Questo spazio normativo ha creato  quindi la possibilità di generare un nuovo polo della comunicazione. Questo l’unico vero motivo che ha scatenato l’ingresso del gestore francese nella grande torta degli immensi guadagni derivanti dalla telefonia mobile. Già, immensi guadagni. I numeri generati dalla realtà franco italiana sono da capogiro. Il suo fatturato ha registrato nel primo semestre del 2020 un incremento del 76% dei ricavi pari a 312 milioni di euro. Nel secondo semestre 2020 il fatturato si è assestato a 162 milioni di euro, ossia a + 68% rispetto allo stesso periodo del 2019.

    Iliad e il futuro (poco) roseo

    Non bisogna lasciarsi condizionare dai fatturati in grande crescita. Nell’alta finanza i bilanci hanno la necessità di essere letti da persone esperte in grado di verificare i punti deboli del progetto. Nel breve e medio termine. Tutto questo per dire che gli elevati costi di gestione legati ad una rete che ha la necessità di “appoggiarsi” sulla tecnologia dei propri concorrenti, non rappresenta un punto fermo di crescita e di stabilità dell’azienda. In particolare gli analisti si chiedono “quanto potrà durare nel lungo periodo il progetto?”

    Il grande dubbio!

    Il grande dubbio, che poi è legato anche alla grande forza di Iliad, è: può avere futuro un’offerta così bassa rispetto al mercato? Saranno costretti a rivedere le loro tariffe che hanno rappresentato il vero punto di forza da quando hanno fatto il loro ingresso nel mercato della telefonia? Probabilmente si. E questo fino a quando non riusciranno a coprire almeno il 15% della copertura dell’intero territorio nazionale. E’ diffusa la certezza che sia facile fare nuovi contratti sottocosto ma che sia molto difficile invece guadagnarci. Il tempo, come sempre, darà i suoi verdetti ma sono in molti a pensare che servirà un cambio di rotta per costruire un futuro molto più solido.

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