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    Crociere: c’è un futuro per le navi avvolte da questo costoso letargo?

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    Dall’inizio della Pandemia la più florida e redditizia tipologia di vacanza ha subito una crisi senza precedenti. Il collasso delle crociere è reversibile?

    La pandemia ha ucciso le crociere

    “Siamo passati da un mondo che produceva profitti a un mondo in cui improvvisamente hanno spento la luce. Dalle stelle alle stalle. Nel giro di pochi giorni quello che sembrava il business del presente e del futuro si è rivelato un flop miliardario che sta mettendo in ginocchio tantissime aziende”. Queste le parole di Edoardo Monzani, riportate da Repubblica.it, Amministratore Delegato “Stazioni Marittime Genova”. La sua voce, spezzata dalla tristezza, racchiude tutte le difficoltà di una realtà ferita non solo nei grandi marchi degli armatori delle navi da Crociera ma anche e soprattutto da un indotto che ha mandato per il momento a casa migliaia di dipendenti senza alcun preavviso e senza alcuno spiraglio di ripresa. “Siamo passati da un milione e trecentomila passeggeri del 2019 ai centocinquantamila del 2020. Sui dodici mesi dello scorso anno tutte le navi della varie compagnie sono rimaste attive solo tre mesi. Ora tutti i maggiori porti italiani sono diventati dei grandi parcheggi per questi “bestioni” del mare. Proprio a Genova c’è il più grande numero di navi ormeggiate. Sembrano quasi addormentate mentre in passato erano sinonimo di vita, divertimento e lavoro”. Queste le parole amare di Edoardo Monzani che aggiunge- “La cosa più importante e preoccupante è che tutti i più grandi armatori di navi da crociera si sono indebitati per un miliardo, un miliardo e mezzo di dollari, per poter tenere in disarmo le navi nei porti. Ormai non esiste una grande azienda crocieristica al mondo che non sia indebitata fino al collo”.

    Riuscirà il settore crociere a risollevarsi?

    Il settore ripartirà di sicuro. Non può essere altrimenti ma di sicuro la pandemia avrà insegnato cose importanti a questo settore. “In questo momento nel mondo ci sono una decina di navi attive. Su circa trecento navi”. A parlare è Mario Zanetti su Repubblica.it, Responsabile delle attività commerciali della Costa Crociere- che aggiunge.

    News Viaggi - Le ultime sulle navi da crociera
    News Viaggi – Le ultime sulle navi da crociera

    ” L’estate è il nostro obiettivo di ripartenza. Contiamo di dare la più totale tranquillità ai nostri ospiti vaccinati in modo tale che non si riverifichi quello che è accaduto nei primi giorni della pandemia dove i passeggeri positivi al Covid hanno dovuto sopportare la quarantena all’interno delle cabine delle navi ormeggiate nei porti o in rada. Queste difficoltà ci hanno imposto di lavorare per ritornare mettendo in piedi dei protocolli di sicurezza. Il 2021 sarà di ripresa ma contiamo di ripartire a pieno regime nel 2022. Non potremo mai dimenticare quello che è accaduto in questi due anni. Molto difficili e particolari”.

    Il protocollo di sicurezza

    Il 2022 è in ogni caso ancora lontano. A breve si riprenderà a navigare grazie anche ad un rigoroso protocollo di sicurezza che sarà vigente in ogni nave da crociera. “Il protocollo che abbiamo messo in piedi”- sottolinea Leonardo Massa Direttore di MSC Crociere- “Prevede una “bolla sociale” all’interno della quale vi si può accedere soltanto attraverso uno screening di sicurezza  a cui verranno sottoposti membri dell’equipaggio e ospiti. Nel corso della settimana viene garantita quotidianamente una sanificazione delle cabine e dei locali della nave per rendere completamente sicura l’intera struttura. Sia all’equipaggio che agli ospiti presenti. Anche quando si scende a terra attraverso le escursioni i rischi di contatto con zone potenzialmente contaminate vengono ridotte al massimo. La ripartenza già c’è stata. Puntiamo di essere maggiormente operativi in questo 2021 già nel terzo trimestre. Ma la normalità, covid permettendo, la raggiungeremo da gennaio 2022. Siamo molto ottimisti anche perché la nostra flotta si sta arricchendo di 7 nuove navi che saranno a dir poco avveniristiche. Sia per la sicurezza che per l’impatto ambientale”.

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